L'AI è già nei consigli.
La domanda non è se,
ma quale forma prevarrà — e con quale governance.
Il dibattito tratta l'AI che la società adotta e deve supervisionare. Esiste una seconda dimensione, ancora scarsamente codificata: l'AI con cui il singolo consigliere si prepara al consiglio. È di questa che ci occupiamo.
I consiglieri usano già l'AI per prepararsi. In larga parte senza presidio.
Uno strumento potente, non governato
Sotto pressione, il consigliere ripiega su strumenti AI generalisti, che trattano ogni domanda allo stesso modo. E carica board pack riservati su servizi consumer: termini di servizio opachi sulla riservatezza, interazioni tracciabili e potenzialmente rilevanti in sede processuale. Un rischio che chiama in causa insieme il piano aziendale e quello fiduciario individuale.
Una pressione che è reale
I fascicoli consiliari si allungano, i tempi di preparazione si comprimono. Una survey internazionale su 468 consiglieri documenta che metà dichiara di non dedicare tempo sufficiente alla preparazione strategica tra una riunione e l'altra.
Un costo concreto, non teorico
Domande generiche, nate da un prompt poco strutturato, che invece di elevare la discussione la abbassano. I rischi dell'uso non governato dell'AI nei consigli sono stati sistematizzati dallo Harvard Law School Forum on Corporate Governance nel novembre 2025.
Il problema non è se l'AI entri nei consigli: sta già entrando. È quale forma prevarrà, e con quale governance.
Due modi di intendere l'AI in consiglio.
Nel dibattito regolatorio l'AI consiliare è trattata quasi solo come oggetto di supervisione. Esiste però una seconda dimensione, dove la disciplina professionale è ancora da costruire.
L'AI come oggetto di supervisione
I sistemi che la società adotta, sottoposti a valutazione e conformità al quadro regolatorio europeo. È la cornice corretta per quel piano: la disciplina è in via di definizione, e il compito del consiglio è presidiarne l'uso responsabile.
L'AI come strumento del consigliere
L'AI con cui il singolo membro si prepara al consiglio. Opera nel perimetro professionale individuale, attraverso più mandati, e chiama in causa contemporaneamente due piani di responsabilità: quello aziendale e quello fiduciario individuale. La disciplina è ancora scarsamente codificata. È il dominio di cui ci occupiamo.
Le due prospettive sono complementari. Un consigliere meglio preparato è in condizione di supervisionare meglio l'AI della società.
Una grammatica, non un classificatore.
L'impianto non risponde allo stesso modo a ogni domanda: differenzia il trattamento secondo la natura della richiesta. Quattro modalità.
In ogni fase il giudizio resta proprietà del consigliere. Lo strumento non lo sostituisce: lo arma.
Triage
Quando la risposta è già nei documenti.
Rimando preciso al materiale: citazione, nessuna elaborazione.
— Codice di Corporate Governance 2020, Raccomandazione 12
Accountability
Quando conta ciò che è stato promesso.
Ricostruisce gli impegni assunti dal management e ne verifica l'esecuzione rispetto allo stato corrente.
— EBA/GL/2021/05 · Banca d'Italia, Circolare 285
Stress socratico
Quando la domanda è ancora grezza.
Sotto-domande strutturate che fanno maturare la domanda interpretativa prima del tavolo.
— Codice di Corporate Governance, Principio IX
Amplificazione
Quando la domanda è già matura.
La arricchisce con precedenti, pari di settore e quadri regolatori.
— Catani, 2023
Lo stress socratico, all'opera.
La modalità più dimostrabile — e la sola messa alla prova nel pilot. Un esempio, sulla delibera annuale di un piano di incentivazione.
L'impressione grezza del consigliere
«Questo piano di incentivazione mi sembra troppo generoso.»
Al tavolo del consiglio
«…non è un po’ generoso?»
— vaga, liquidabile.
Lo strumento non dà la risposta né scrive la domanda: porta il consigliere a trovarla. Il giudizio resta suo.
La grammatica è già al lavoro.
Una delle quattro modalità — lo stress socratico — è già implementata in uno strumento operativo, in uso su mandati reali. È ciò che permette di condurre il pilot fin da subito. Le altre modalità sono a diversi stadi di maturità: definire la grammatica per intero è parte del lavoro in corso.
Vuoi vederlo all'opera? Scrivici.Mettere a fuoco, su evidenza.
Prima di consolidare lo strumento, stiamo conducendo uno studio strutturato dei rischi e delle opportunità dell'AI nella preparazione consiliare. L'obiettivo è capire — su evidenza, non su intuizione — dove l'AI crea valore reale per il lavoro consiliare e dove introduce rischio da presidiare.
L'ascolto diretto
Un programma di interviste in corso a chi vive il ruolo: consiglieri, sindaci, segretari.
L'analisi
La letteratura accademica e regolatoria.
L'osservazione
Gli sviluppi della practice di governance, italiani e internazionali.
Un pilot mette alla prova una sola modalità — lo stress socratico — sull'ancoraggio di uno studio Harvard (Kestin, 2025): la guida passo-passo batte la lettura passiva. L'analogia con la preparazione consiliare resta un'ipotesi da validare, non un risultato acquisito.
Non esistono, a oggi, studi empirici italiani sull'efficacia di strumenti di preparazione strutturata dei consiglieri. È precisamente per questo che lo studio esiste.
Kestin et al., 2025 (Scientific Reports) · Deloitte Global Boardroom, 2024 · Harvard Law School Forum on Corporate Governance, 2025 · Codice di Corporate Governance 2020 · EBA, 2021 · Banca d'Italia, Circolare 285
Partecipa alla costruzione.
Stiamo costruendo una rete di interlocutori — professionisti, società, istituzioni accademiche e associazioni professionali — con cui confrontarci prima e durante la progettazione.
Chi partecipa in questa fase contribuisce a definire l'approccio e lo strumento, più che a riceverlo.
Partecipa allo studio
Un confronto strutturato su come ti prepari, e — se vuoi — una prova della modalità socratica su un caso sintetico. Nessun documento riservato entra nel sistema.
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L'analisi estesa: la distinzione, la grammatica completa, gli ancoraggi normativi nel testo integrale.
Se il tema ti riguarda, parliamone.